Che splendida giornata di ansia!

per questa perfetta resa del mood si ringrazia @seiquadripotesseroparlare

Chi ti dice di non aver mai sofferto d’ansia, nemmeno una volta, molto probabilmente ti sta mentendo. Negli ultimi decenni il ritmo del mondo è andato sempre più accelerando, ma siamo in grado di starci dietro? Impegni sempre più pressanti, lavoro, studio, è sempre tutto un’unica corsa contro il tempo, che non è mai abbastanza. Penso che sia inevitabile, e anche fisiologico, prima o poi trovarsi in difficoltà. Io per prima, da brava ragazza ansia e sapone, sono sempre andata in cerca di metodi per sentire meno quella fastidiosa morsa allo stomaco, quel senso di panico e a volte anche di cataclisma infernale in arrivo. Prima di tutto però mi ha incuriosito cercare di capire che cosa è l’ansia, visto che per combattere un nemico bisogna conoscerlo bene!

Ansia, ma chi sei?

L’ansia è una condizione fisiologica di risposta a uno stress, ed è un meccanismo nervoso fondamentale: nel momento in cui ci troviamo ad affrontare una difficoltà, ci dà lo stimolo per adattarci ed affrontarla. In queste occasioni si attiva nel nostro sistema nervoso la cosiddetta risposta “fight or flight”, letteralmente di “lotta o fuga”. Per i nostri antenati aveva anche senso, tra tigri a denti a sciabola e mille avversità, ma ora? Al giorno d’oggi il pericolo tanto temuto si è evoluto, ed è diventato l’esame con quella prof che ci ha preso di mira perché a lezione chiacchieravamo col vicino, o il colloquio per il posto di lavoro dei nostri sogni. Non stiamo più lottando per la vita, ma il nostro organismo, che è rimasto un pochino indietro, continua a reagire anche a una coda in tangenziale come al ruggito di un leone.

Finchè lo stress è dato da una giornata un po’ pesante, passi: una volta finita la botta di adrenalina, torna il sereno. Ma quando i livelli di stress durano per settimane, se non mesi o anni, le ripercussioni sull’organismo possono essere anche relativamente pesanti.

La risposta dell’organismo

La risposta “fight or flight” apporta le modificazioni metaboliche necessarie ad affrontare in maniera ottimale il pericolo in agguato. Tra queste ci sono l’accelerazione del battito cardiaco, l’aumento della glicemia e dell’irrorazione del tessuto muscolare, che ci rendono vigili e scattanti. Allo stesso modo vengono momentaneamente sospesi i rifornimenti ai sistemi che non sono necessari alla sopravvivenza, come sistema immunitario ed apparato digerente. Così ci troviamo con mal di stomaco, mal di testa, sudiamo da far impallidire la Fontana di Trevi, il nostro intestino fa un po’ come gli pare, e non ci sentiamo bene. C’è quel filo di preoccupazione che, anche se facciamo altro, ci lega indissolubilmente a quella cosa che ci dà tanto da pensare.

Se gli stimoli stressori sono prolungati, il nostro corpo continua a cambiare, ed inizia a secernere diversi ormoni, tra cui il cortisolo che si può trovare anche nella saliva. Le ripercussioni sul sistema gastrointestinale, cardiocircolatorio e sulla nostra salute, anche mentale, si amplificano notevolmente, come potete notare nella tabella qui sotto. Così ci si può ritrovare a non dormire bene, con la pressione alta o con disturbi dell’umore, inclusa un’incontrollabile ed eccessiva ansia.

STRESS ACUTOSTRESS CRONICO
mal di schiena, mal di testa, cattiva digestione, diarrea, stipsi, emicranie, attacchi di ipo/ipertensione, alterazione del tono dell’umore, asma, orticariadisturbi dell’umore, disfunzioni cognitive/esecutive, disturbi del sonno, ipertensione, aterosclerosi, malattie metaboliche (obesità)

I neurotrasmettitori del benessere

Sarò un po’ nerd, ma trovo affascinante che ogni emozione possa essere ricollegata a una molecolina che dentro di noi forma un legame e trasmette un messaggio. Ed è una molecolina, o una sua azione, diversa a seconda che siamo felici, arrabbiati, innamorati, tristi o depressi. Anche nei canali di divulgazione più popolari, avrai senz’altro sentito parlare di serotonina e simili: facciamo un po’ una panoramica generale!
Il nostro corpo usa tantissime sostanze per comunicare, e in particolare, quando trattiamo di sistema nervoso, parliamo di neurotrasmettitori. Quelli più coinvolti nelle emozioni sono dopamina, serotonina, GABA, istamina, noradrenalina e glutammato.

La dopamina è il neurotrasmettitore delle emozioni positive. Ha alcune vie di trasmissione che riguardano sistema limbico, ipotalamo e corteccia prefrontale, e la collegano quindi ad emozioni, memoria e processi cognitivi. Una sua diminuzione è correlata agli stati di depressione, mentre un suo aumento alla sensazione di soddisfazione di un piacere.

La serotonina è la molecola “del benessere”, che placa le sensazioni di ansia e ci permette di controllare gli impulsi. La sua concentrazione è più alta in regioni che si collegano con ipotalamo, ippocampo, amigdala e corteccia, alcuni dei principali componenti del sistema emozionale.

La noradrenalina è una sostanza eccitatoria, che potenzia il livello dell’umore e la risposta fisica e mentale, mentre l’acetilcolina riguarda memoria ed apprendimento. Infine, il GABA è un neurotrasmettitore inibitorio, che riduce l’aggressività.

Oltre a queste sostanze principali, interagiscono nel sistema emozionale anche gli ormoni sessuali e molte particolari proteine, ma non voglio dilungarmi troppo.
Veniamo al cuore verde del discorso: tra i rimedi erboristici ci sono tanti metodi per affrontare le tensioni mentali: in questo articolo voglio avvolgerti in una nuvola profumata!

Il mondo magico dell’aromaterapia

L’uso degli oli essenziali già di per sé è una pratica rilassante. Non importa se abbiamo un diffusore a ultrasuoni, un brucia essenze, o anche solo una tazza d’acqua sul calorifero: sentire un profumo che ci piace, che si sparge per tutta la stanza, è già una bellissima coccola che possiamo farci.

Mi raccomando! Non sto parlando degli oli essenziali sintetici o di pessima qualità che si trovano a prezzi stracciati. Faccio riferimento a prodotti puri e meglio ancora se possono essere usati anche come integratori alimentari. Quindi scordati il cioccolato, il melograno, il muschio bianco ed altri prodotti che di naturale hanno ben poco! Gli oli essenziali sono quelli ricavati da piante che ne presentano nel loro fitocomplesso. Il fatto che un prodotto sia indicato per la diffusione per ambiente non lo rende un olio essenziale.

Ci sono alcune piante che sono più efficaci di altre, e su cui sono stati fatti diversi studi in vivo che hanno provato anche ad individuare come fanno questi oli a farci sentire così bene.

Un relax tutto d’oro

Quando voglio consigliare un generico rilassante, punto sempre sugli agrumi. Piacciono a tutti, e qualche gocciolina di arancio sul cuscino è gradita e sicura anche per i più piccoli. Sembra che questa loro attività sia correlata alla presenza nel fitocomplesso di limonene, linaloolo e suoi esteri. In particolare l’olio essenziale di limone (Citrus limon) aumenterebbe l’attività della dopamina e la sintesi di serotonina nella corteccia prefrontale, oltre alla loro attività nell’ippocampo. L’olio essenziale di bergamotto (Citrus bergamia), pare agire sul circuito del GABA, aumentandone i livelli extracellulari e modulando l’espressione dei recettori GABA-A, oltre che di glutammato ed altri piccoli amminoacidi sempre coinvolti nella trasmissione nervosa. Qualche molecola del complesso dell’arancio amaro (Citrus sinensis var.amara), invece, sembra interagire con i recettori antagonisti della serotonina, senza però alterare i dosaggi dei neurotrasmettitori esistenti.

Ovvio che non troviamo l’aroma limoncino solo nella famiglia delle Rutaceae: infatti due miei grandi amori, sempre ad alto tasso di limonene, sono la melissa e la verbena. Provale, relax garantito!

In ogni caso, moltissime fonti concordano sul fatto che, maggiore è la concentrazione di limonene nel complesso, più spiccata sarà l’attività rilassante, anche se i meccanismi sono ancora in fase di studio.

Non si vive di solo agrume

Non posso non citare un classicone evergreen: la lavanda. L’olio estratto da questa pianta che fiorisce in soffici cuscini viola ha diversi effetti interessanti. In particolare si ipotizza l’interazione con i recettori del GABA e dell’acido glutammico. Altri propongono come meccanismo la riduzione dell’espressione e dell’affinità di legame dei recettori per la serotonina nelle aree specifiche che riguardano le emozioni, con effetto simile a quello degli SSRI.
Muovendoci verso Oriente, troviamo l’ylang-ylang, uno splendido albero dai fiori gialli e profumatissimi, la cui essenza sembra aumentare la concentrazione di serotonina e diminuire quella di dopamina. Anche la regina di maggio, la profumatissima rosa (Rosa damascaena, R. centifolia, R. alba) è stato dimostrato avere una buona attività rilassante, data da un’azione diretta sulla corteccia prefrontale, e che diminuirebbe anche le concentrazioni di cortisolo in persone sane.

Puoi provare questi profumi da soli, o anche secondo le miscele che ti piacciono di più. Diffuse nell’ambiente, su un fazzoletto di stoffa da portare sempre con te per i momenti più difficili, per creare un voluttuoso olio da massaggio o per dare una marcia in più a un bel bagno caldo serale. Non ti resta che provarli e trovare il tuo profumo preferito!

Bibliografia

  • José Ramòn Alonso – Le emozioni: la base neurologica del comportamento – National Geographic, RBA editore, 2019
  • Nan Zhang and Lei Yao – Anxiolytic Effect of Essential Oils and Their Constituents: A Review – J. Agric. Food Chem. 2019, 67, 13790−13808
  • Nan Zhang, Lei Zhang, Linyin Feng, Lei Yaoa – Cananga odorata essential oil reverses the anxiety induced by 1-(3-chlorophenyl) piperazine through regulating the MAPK pathway and serotonin system in mice – Journal of Ethnopharmacology 219 (2018) 23–30
  • Davide Donelli, Michele Antonelli, Caterina Bellinazzi, Gian Franco Gensini, Fabio Firenzuoli – Effects of lavender on anxiety: A systematic review and meta-analysis – Phytomedicine, Volume 65, December 2019, 153099
  • Laura Rombola, Damiana Scuteri, Annagrazia Adornetto, Marilisa Straface, Tsukasa Sakurada, Shinobu Sakurada, Hirokazu Mizoguchi, Maria Tiziana Corasaniti, Giacinto Bagetta, Paolo Tonin, Luigi Antonio Morrone – Anxiolytic-Like Effects of Bergamot Essential Oil Are Insensitive to Flumazenil in Rats – Hindawi, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine
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