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La caduta dei capelli si ferma davvero solo col pavimento?

Con il cambio di stagione, come vuole il detto, cadono foglie, castagne e capelli. La caduta dei capelli può però essere dovuta a una miriade di fattori, che vanno dallo stress, all’alimentazione scorretta, ai farmaci che prendiamo, fino a cause di natura genetica ed ormonale. In ogni caso, tutte le volte che sulla spazzola vediamo qualche caduto in più, sale la preoccupazione di un possibile loro non ritorno. Non disperare! Vediamo insieme come si svolge il ciclo vitale del capello e come poterlo influenzare per far superare alla nostra chioma anche i momenti più difficili!

Il ciclo vitale del capello

Il capello nasce nel bulbo pilifero: si genera dalle cellule della matrice, che si replicano e nel giro di un paio di giorni formano tutte le strutture del capello. Inizia qui la fase di crescita (anangen in gergo tecnico), che riguarda l’85-90% dei follicoli e può durare dai 2 ai 7 anni. Nell’uomo e in alcune zone del cuoio capelluto, però, può essere più breve. In questa fase il capello può crescere anche 1-1,5 centimetri al mese e raggiungere anche più di un metro di lunghezza. Dato che è la fase più attiva, è anche quella più delicata: qualsiasi alterazione può alterare la formazione del fusto.

Nella fase di transizione (catagen), che dura da una a tre settimane, il capello formato si stacca dalla zona germinativa e risale nel follicolo senza però uscirne, intanto che alla base inizia a formarsi il nuovo capello dando il via a un nuovo ciclo vitale. Quello che è salito rimane ancora per qualche mese al suo interno, ma con qualche colpo di spazzola più vigoroso può staccarsi. Questa fase di riposo (telogen) dura da 2 a 4 mesi e riguarda generalmente il 10-15% dei follicoli. In condizioni particolari, la percentuale di follicoli che entrano in quest’ultima fase può salire e arrivare anche fino al 50% (telogen effluvium). E quindi eccoci qui a guardare la spazzola presi dall’angoscia. Attenzione, solo quando la caduta dei capelli supera il 40% possiamo parlare di vera e propria alopecia, prima può anche solo essere una caduta stagionale o che si può ricondurre a diversi fattori.

Diverse cause, uno stesso effetto

Quello che noi percepiamo come diradamento della chioma è dovuto a due fenomeni: la sincronizzazione di più follicoli del normale in fase telogen e l‘assottigliamento del fusto del capello stesso. Nel primo caso, condizioni di stress o di variazioni ormonali (incluse gravidanza ed allattamento), più capelli tutti insieme entrano nella fase di telogen, quindi è più facile che cadano vittime della spazzola. Nel secondo caso, invece, il fusto del capello è più fragile, quindi può spezzarsi più facilmente.

La caduta dei capelli eccessiva rispetto al normale (circa un centinaio di capelli al giorno), può avere diverse cause. L’uso di alcuni farmaci, carenze alimentari, sbalzi ormonali sia maschili che femminili, stress, che comprende anche cattive abitudini come il fumo o il dormire poco, e fattori genetici possono infatti aumentarla. Se d’estate ti piace tanto fare la lucertola sotto il sole, sappi che anche l’eccesso di raggi UV è un fattore di stress che può portare un aumento della caduta due o tre mesi dopo, guarda caso proprio al cambio di stagione!

Cosa possiamo fare per limitare la caduta dei capelli?

Senz’altro la rimozione della causa che ha portato all’aumento di perdita di capelli è un’ottima partenza. Finchè si tratta di una carenza alimentare, basta modificare leggermente la dieta o fare un ciclo con un buon integratore. Nel caso dello stress, non sempre riusciamo a liberarci dalla sua fonte, ma da’ un’occhiata ai rimedi verdi che possono aiutare qui. Quando abbiamo davanti fattori genetici od ormonali, la questione si complica. Indipendentemente dal sesso, a partire circa dai 30 anni, la fase di crescita del capello tende ad accorciarsi e il fusto stesso ad assottigliarsi.

Le donne sono un po’ più fortunate, visto che estrogeni e progestinici hanno un effetto protettivo sui capelli, ma spesso gli uomini sono soggetti ad alopecia androgenetica. In questo caso diminuisce la durata della fase di crescita, aumenta il numero di follicoli nella fase di transizione e di riposo, e non sempre questi ricominciano poi un nuovo ciclo vitale.

Mangia meglio!

Mantenere buoni i livelli di vitamine e sali minerali nell’alimentazione aiuta in generale a rimanere in salute, ma alcuni in particolare possono fare al caso nostro!

Grafiche realizzate con Canva

Limita la caduta dei capelli con piante e integratori giusti!

In commercio si trovano tantissimi prodotti composti da piante e sostanze che hanno fondamentalmente quattro ruoli: fornire un booster extra di minerali, contrastare la caduta e rinforzare i capelli per via simil ormonale e proteggere i capelli in formazione dallo stress ossidativo e migliorare la circolazione sanguigna del cuoio capelluto.

  • Alcune piante contengono molecole che mimano l’effetto dei nostri ormoni, come soia, fieno greco, saw palmetto (o palma nana, o Serenoa repens) ed ortica. In questa maniera bloccano la formazione della forma attiva del testosterone. Questa infatti tende a far assottigliare il fusto del capello e a indebolire i follicoli. Questa proprietà, in particolare delle ultime due piante, si sfrutta anche in formulazioni utili per tenere sotto controllo le problematiche che riguardano la prostata.
  • Rosmarino, mela annurca (che contiene procianidina B2) e bioflavonoidi sono dei potenti antiossidanti, come anche gli stessi zinco e selenio. Questi impediscono che il capello in formazione subisca danni dall’esterno e che possa arrivare troppo in fretta alla fase di telogen.
  • La caffeina e la capsaicina estratta dal peperoncino, oltre all’effetto antiossidante, possono essere di grande aiuto nel rinforzo del microcircolo del cuoio capelluto. Più sangue vuol dire più ossigeno e più sostanze nutritive!
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Per approfondire

  • Bassino E., Gasparri F., Munaron L., Protective Role of Nutritional Plants Containing Flavonoids in Hair Follicle Disruption: A Review, Int. J. Mol. Sci. 2020, 21, 523
  • Rebora A., Proposing a Simpler Classification of Telogen Effluvium, Skin Appendage Disorders, 2016; 2:35–38
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