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Rodiola – la leggenda del guerriero dorato

Durante i periodi di stress più intenso, quando ci sentiamo un po’ giù di morale, o quando desideriamo semplicemente avere un poco di energie in più, possiamo contare sulle cosiddette piante adattogene. La loro funzione principale è di abbassare la percezione dello stress. Ci rendono quindi più resistenti a sforzi fisici e mentali, anche di una certa durata. Queste meraviglie verdi sono tante, ma oggi voglio focalizzarmi su quella a cui sono più affezionata in assoluto, che mi ha salvata dalla fusione nucleare diverse volte. Sto parlando della rodiola, Rhodiola rosea L., una piccola pianta grassa che ama le temperature rigide e con una storia millenaria.

Botanica della rodiola

La Rhodiola rosea è una pianta perenne succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulaceae. Linneo la chiamò così per il profumo di rosa della radice secca. Cresce in alta montagna su terreni sassosi o nei pascoli nelle aree fredde dell’emisfero Nord del mondo a un’altitudine compresa tra i 900 e i 3100 metri s.l.m. Infatti, un po’ in tutte le farmacopee in cui è presente, la rodiola si ritrova come rimedio per l’affaticamento ad alta quota.

La distribuzione della rodiola nel mondo (mappa realizzata con Map Chart)

Si presenta come un piccolo cespuglio con numerosi fusti carnosi e glabri, lunghi 5-35cm che partono da un unico rizoma robusto. Le foglie sono semplici, carnose, a forma di punta di lancia, con apice spesso violetto. I fiori profumati, formati da 4 petali che vanno dal giallo al rosso, sono riuniti in infiorescenze terminali a forma di ombrello. La rodiola è dioica, quindi si distinguono piante maschili e femminili.

Tradizione e leggende

Qual è il fil rouge che collega la Cina, i tetti erbosi della Scandinavia e Dioscoride?

La prima comparsa della rodiola nella letteratura occidentale risale al 77d.C., quando Dioscoride descrisse la rodia riza nel suo De Materia medica. Era conosciuta dai Romani e un po’ in tutta Europa, soprattutto nelle zone con clima più rigido. In Scandinavia, ad esempio, era usata per coprire i tetti. Si pensava che proteggesse dal fuoco, scongiurando la rabbia del dio del tuono Thor. In Siberia era considerata afrodisiaca e alle coppie appena sposate veniva donato un bouquet di rodiola come augurio di fertilità.

Dall’altra parte del mondo la rodiola era ben conosciuta da molto più tempo. Fa parte dei rimedi della Medicina Tradizionale Cinese: gli imperatori dell’antica Cina, alla ricerca di salute e longevità, la consideravano un dono degli spiriti. I Mongoli l’hanno sempre usata e ne riconoscevano virtù così potenti da chiamarla guerriero d’oro. Era usata anche nelle altre medicine tradizionali dell’Indocina e persino in Nord America, dove si ritrova tra i rimedi usati dagli Eschimesi.

Dalla leggenda alle applicazioni

La rodiola veniva tradizionalmente usata per una miriade di affezioni, tanto da essere considerata una panacea. Ad oggi la sua funzione più famosa è quella adattogena. Risulta di grande aiuto nel fronteggiare i periodi più pesanti di stress. Diversi studi hanno anche dimostrato che il suo potere antiossidante può risultare molto utile nei problemi cardiovascolari, nel diabete e nelle alterazioni del tono dell’umore.

La rodiola contiene diverse classi di molecole, ma le più interessanti sono tra i derivati dalla cinnamaldeide le rosavine, e tra quelli del feniletano, il salidroside, un glucoside che, una volta liberato lo zucchero, rilascia tirosolo. Queste due molecole sono quelle che si ritrovano spesso nel titolo delle materie prime usate per gli integratori.

La riduzione dello stress

L’estratto di rodiola sembra agire a diversi livelli nei percorsi di sintesi dei recettori per neurotrasmettitori, sull’azione antiossidante, neurotrofica e neuroendocrina propria delle cellule. Globalmente gli effetti che si ottengono sono la protezione delle cellule nervose e il miglioramento dell’umore. Infatti induce un aumento dei recettori per la serotonina, oltre ad aumentare i livelli di monoammine (tra cui la dopamina) e acetilcolina. Se non ti ricordi come agiscono, dai un’occhiata al riassunto che avevo fatto qui! L’azione antistress non si ferma qui. Infatti, tra i vari target c’è anche l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, su cui agisce riducendo il rilascio di cortisolo, l’ormone dello stress. Questi effetti si possono sfruttare bene con la funzione adattogena e nei casi di blanda depressione. Può anche risultare un valido aiuto quando si decide di smettere di fumare per ridurre l’irritabilità che può dare la mancanza di nicotina.

La rodiola è una bomba antiossidante!

Le indagini sul potenziale antiossidante hanno rivelato che la rodiola potrebbe essere una grande alleata anche nella lotta contro la sindrome metabolica e le malattie ad essa correlate (diabete, disordini cardiovascolari, ipertensione ed obesità). Infatti, in particolare il salidroside, ad alti dosaggi (50mg/kg/die) in modelli animali, ha dato buoni risultati nella riduzione della sintesi di grassi e della glicemia. Negli integratori il salidroside non è da solo, nè a quei dosaggi, ma la pianta in toto può essere d’aiuto per la prevenzione e l’affiancamento a terapie tradizionali. Inoltre, gli estratti di rodiola ricaricano le armi per la lotta contro i famosi radicali liberi!

Sistema immunitario

Nel migliorare la risposta allo stress tutte le piante adattogene aiutano a migliorare la risposta immunitaria. Infatti, quando ci sentiamo rilassati, forti e in salute è più difficile che ci colpisca anche solo un raffreddore, no?L’aumento delle difese antiossidanti permette di avere un esercito immunitario più efficiente. Così siamo in grado di rispondere meglio agli insulti fisici, batterici e virali che possono venire dall’esterno.

funzioni-rodiola
Le funzioni principali della rodiola

La rodiola in erboristeria

In che forma si trova la rodiola in erboristeria? Alcune la vendono sotto forma di tisana, ma secondo me il modo migliore di assumerla è come pastiglia o tintura madre. Dall’estrazione con acqua e alcool, infatti, si riesce a ottenere una concentrazione maggiore di rosavine e salidroside.

Per approfondire

  • Hongxun Tao, Xu Wu, Jiliang Cao, Yu Peng, Anqi Wang, Jin Pei, Jianbo Xiao, Shengpeng Wang, Yitao Wang, Rhodiola species: A comprehensive review of traditional use, phytochemistry, pharmacology, toxicity, and clinical study, Med Res Rev. 2019;39:1779–1850
  • Alain Cuerrier, Kwesi Ampong-Nyarko, Rhodiola rosea, 2014, CRC Press
  • Xiang-Li Bai, Xiu-Ling Deng, Guang-Jie Wu, Wen-Jing Li, Si Jin, Rhodiola and Salidroside in the Treatment of Metabolic Disorders, Mini-Reviews in Medicinal Chemistry, 2019, 19, 1611-1626
  • Tao Zheng, Fang Bian, Li Chen, Qibin Wang, Si Jin, Beneficial Effects of Rhodiola and Salidroside in Diabetes: Potential Role of AMP‑Activated Protein Kinase, Molecular Diagnosis & Therapy, 2019, 23, 489–498
  • Fiona Limanaqi, Francesca Biagioni, Carla Letizia Busceti, Maico Polzella, Cinzia Fabrizi, Francesco Fornai, Potential Antidepressant Effects of Scutellaria baicalensis, Hericium erinaceus and Rhodiola rosea, Antioxidants 2020, 9, 234
  • Siyu Sun, Qinhui Tuo, Dongxu Li, Xiulong Wang, Xuefang Li, Yiyue Zhang, Guoan Zhao, Fei Lin, Antioxidant Effects of Salidroside in the Cardiovascular System, Hindawi, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, Volume 2020, Article ID 9568647
  • Alain Cuerrier, Kwesi Ampong-Nyarko, Rhodiola rosea, 2015, CRC Press Raylor & Francis Group,
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Rhodiola
  • Categoria dell'articolo:Monografie
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