You are currently viewing L’aloe è davvero cancerogena?

L’aloe è davvero cancerogena?

Dall’8 aprile 2021 è entrato in vigore il 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 (𝗨𝗘) 𝟮𝟬𝟮𝟭/𝟰𝟲𝟴, che impone la rimozione dal commercio di prodotti alimentari a base di aloe contenenti derivati idrossiantracenici (antrachinoni). 

regolamento-aloe
L’intestazione del Regolamento, di cui lascio il link in fondo, se volete approfondire

Aloe ok, ma quale?

Partiamo dalle basi: cosa usiamo dell’aloe?

aloe-botanica
Gel e antrachinoni si estraggono da parti diverse della foglia

Gel d’aloe

Il gel estratto dalla parte interna della foglia, si presenta come una massa gellosa, di colore lattescente tendente al verde-giallo. Questa parte è molto ricca in polisaccaridi che hanno un’ottima azione idratante e lenitiva. Proprio con questo scopo si usa in moltissimi cosmetici, dalle creme viso alla cura dei capelli, e in integratori. Non ha le proprietà miracolose che molti vendono (mannaggia al marketing!), ma farò un altro articolo in cui ne parlerò più approfonditamente.

Succo d’aloe

Tecnicamente il “succo d’aloe” non sono i bottiglioni di prodotto liquido da bere. Si tratta, infatti, di un estratto che si ricava dalla cuticola esterna della foglia. Appare come una massa di colore marrone, abbastanza friabile. Questa parte è particolarmente ricca in antrachinoni. Si tratta di glucosidi in cui a una parte zuccherina è legato un composto idrossiantracenico. Molto malamente: quando io mangio un antrachinone, nel mio intestino lo zucchero si separa dal composto idrossiantracenico, che così è libero di esercitare la sua funzione sull’intestino. Che è quella lassativa.

Succo di aloe, da UniPD

Ed è qui il punto!

Breve cronostoria del 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 (𝗨𝗘) 𝟮𝟬𝟮𝟭/𝟰𝟲𝟴

Nel 2013 l’EFSA ha riconosciuto che i derivati dell’idrossiantracene hanno un’azione sulla funzionalità intestinale. Però non senza avvertenze riguardo l’uso prolungato di questi prodotti. In particolare in merito a

  • lo 𝘀𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼,
  • il 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲
  • la 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮𝗶 𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶.

Dopo una richiesta di verifica della sicurezza di queste sostanze, alcuni studi hanno confermato la genotossicità in vitro degli idrossiantraceni e la cancerogenicità sia degli estratti di aloe (succo), che degli idrossiantraceni singoli. Visto che non sono stati trovati dosaggi giornalieri che non sono correlati a potenziali rischi per la salute dall’8 aprile 2021 in Europa non sono più vendibili prodotti alimentari con aloe contenente derivati idrossiantracenici.

La conseguenza diretta è stata l’emanazione del Regolamento, che include anche l’inclusione di quattro osservati speciali: 𝘀𝗲𝗻𝗻𝗮, 𝗰𝗮𝘀𝗰𝗮𝗿𝗮, 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗿𝗮𝗯𝗮𝗿𝗯𝗮𝗿𝗼. Queste piante contengono derivati idrossiantraceni, ma rimangono sotto esame per i prossimi quattro anni, in attesa di verificarne la sicurezza.

Cosa cambia in erboristeria?

In erboristeria e nei negozi che rivendono alimentari ed integratori alimentari in tutta Europa, dall’8 aprile 2021 non sono più vendibili

  • grani, pastiglie e sciroppi contenenti succo di aloe (contenente derivati idrossiantracenici)
  • i gel di aloe che non sono stati filtrati per allontanare i derivati idrossiantracenici

Per quanto riguarda i gel da bere, ci sono tecniche di filtrazione, che consentono di allontanare queste molecole dal prodotto finale. Rimarranno in vendita solo quelli che hanno subito questo trattamento. Non c’è alcun rischio, invece, per i cosmetici, per cui si è sempre solo usato il gel.

Per approfondire

  • https://www.izs.it/BENV_NEW/Engine/RAServePG.php/P/1176510010500/M/250610040605/T/Aloe-La-sicurezza-dei-derivati-di-idrossiantracene-per-uso-alimentare
  • https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0468&from=IT#page=1&zoom=100,90,620

Lascia un commento