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La Valeriana

La valeriana è senz’altro uno dei pilastri fondanti della fitoterapia del sonno e della gestione degli stati ansiosi. Ricorda però che ai rimedi fitoterapici è sempre bene associare delle buone norme di igiene del sonno. Se non hai la minima idea di cosa sto parlando, dai un’occhiata al mio articolo qui.

Botanica di Valeriana officinalis L.

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Valeriana officinalis L.

𝑉𝑎𝑙𝑒𝑟𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑜𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠 è una pianta erbacea perenne, perenne alta fino 150cm con fusti cavi e scanalati lateralmente. Presenta 𝐟𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 opposte, imparipennate ( divise in foglioline dispari che nel complesso hanno la forma di una piuma) con 6-7 paia di foglioline a forma di lancia. La fogliolina terminale è più grande delle altre. I 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢 sono riuniti in densi corimbi apicali divisi in 3 rami. I singoli fiorellini hanno la corolla tubulosa divisa in 5 lembi non uguali di colore rosato, raramente bianco. Una volta fecondati lasciano posto ai 𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐢, degli acheni ovoidi striati con setole piumose. Sotto terra si nasconde un 𝐫𝐢𝐳𝐨𝐦𝐚 grigio bruno, corto e carnoso, da cui partono 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐢 fascicolate, sottili, finemente ramificate.

Fitocomplesso ed usi della valeriana

La radice di 𝑉𝑎𝑙𝑒𝑟𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑜𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠 è la parte che ci interessa di più. Infatti, il suo contenuto in 𝐚𝐜𝐢𝐝𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐞𝐫𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨, 𝐯𝐚𝐥𝐞𝐩𝐨𝐭𝐫𝐢𝐚𝐭𝐢 ed 𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐆𝐀𝐁𝐀 e 𝐠𝐥𝐮𝐭𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚 rende il #fitocomplesso estremamente utile in caso di problemi di insonnia, ma anche di ansia o agitazione diurna.

Le prime due componenti appartengono alla famiglia dei 𝗴𝗹𝘂𝗰𝗼𝘀𝗶𝗱𝗶 𝗶𝗿𝗶𝗱𝗼𝗶𝗱𝗶, e visto che la valeriana è un rimedio dall’uso tradizionale ben consolidato, si è anche approfondito bene il meccanismo d’azione che queste molecole hanno sul sistema nervoso centrale (SNC). 

Meccanismi d’azione

Il sistema nervoso modula l’intensità delle risposte agli stimoli (esterni o interni) tramite l’invio di impulsi inibitori e stimolanti. La risposta effettiva si ha quando un tipo di impulso prevale sull’altro. Ad esempio, il sistema purinergico, che fisiologicamente funziona con l’adenosina. Quando si attiva induce un rilassamento della muscolatura dei vasi e un rallentamento dell’attività del SNC, è quindi un meccanismo di per sé 𝐢𝐧𝐢𝐛𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. La 𝐜𝐚𝐟𝐟𝐞𝐢𝐧𝐚 è un antagonista di questo sistema, e per questo, dopo aver preso un caffè, avremo un effetto 𝐞𝐜𝐜𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 sul SNC e un aumento della pressione arteriosa. Al contrario, l’𝐚𝐜𝐢𝐝𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐞𝐫𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 è un agonista di questo sistema, e per questo, dopo aver assunto un estratto di valeriana, ci sentiremo più rilassati. 

Il secondo meccanismo d’azione interessante che è stato trovato riguarda la presenza di 𝐆𝐀𝐁𝐀 e 𝐠𝐥𝐮𝐭𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚, suo precursore. Questo neurotrasmettitore agisce sull’omonimo recettore, detto 𝐠𝐚𝐛𝐚𝐞𝐫𝐠𝐢𝐜𝐨, che ha azione inibitoria sul SNC ed è target di tantissimi psicofarmaci ad azione rilassante ed ipnoinducente, primi su tutti le 𝐛𝐞𝐧𝐳𝐨𝐝𝐢𝐚𝐳𝐞𝐩𝐢𝐧𝐞.
Oltre ai composti presenti già pronti o come precursori diretti nel fitocomplesso, l’estratto di valeriana permette di avere più neurotrasmettitore disponibile, in quanto ne blocca la demolizione e ne stimola la sintesi e permette così di avere un effetto rilassante. 

Interazioni tra valeriana e farmaci

Occhio alle controindicazioni! L’estratto di valeriana non va assolutamente usato insieme a 𝐛𝐞𝐧𝐳𝐨𝐝𝐢𝐚𝐳𝐞𝐩𝐢𝐧𝐞 o 𝐛𝐚𝐫𝐛𝐢𝐭𝐮𝐫𝐢𝐜𝐢, perchè può sommare il suo effetto ai farmaci e indurre una depressione troppo violenta del SNC. Attenzione anche all’assunzione di 𝐨𝐩𝐩𝐢𝐨𝐢𝐝𝐢 ed 𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥, di cui può potenziare l’effetto sedativo.

Valeriana in erboristeria

In erboristeria si trova la radice in 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐭𝐢𝐬𝐚𝐧𝐚, ma visto l’aroma caratteristico – e a mio dire abbastanza sgradevole, infatti ci metto sempre davanti qualcosa di profumato per tamponare! – io preferisco sempre inserirla in formulazioni di tisane con altre piante, in modo da sfruttarle in sinergia ed avere comunque una bevanda gradevole da bere. L’estrazione acquosa, però, esclude dall’estrazione la frazione lipofila del complesso, che invece è ben presente nella 𝐭𝐢𝐧𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞 e nell’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐜𝐜𝐨, presente in opercoli e compresse da solo, oppure con altre piante. 

Il segreto del Pifferaio Magico

Ma voi l’avreste mai detto che il Pifferaio Magico – sì, quello della fiaba! – fosse anche un erborista?

Nella cittadina tedesca di Hamelin, verso la fine del Duecento, ci fu un’invasione di topi. Gli anziani del villaggio, per liberarsene, assoldarono un suonatore di flauto che si trovava a passare da lì. Nella versione dei fratelli Grimm, il potere del pifferaio era esclusivamente nelle sue abilità di musicista, ma in una versione antecedente pare che s’intendesse anche di erbe. Pare che proprio con la 𝐯𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚𝐧𝐚 riuscisse ad ipnotizzare topi e bambini.

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Il Pifferaio di Hamelin, fonte Wikipedia

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