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Il luppolo

Tra le piante che aiutano il rilassamento, il luppolo è tra le più interessanti. Infatti, permette non solo di aiutare a migliorare la qualità del sonno, ma anche una serie di disturbi correlati al ciclo mestruale, grazie al contenuto di fitoestrogeni. Provalo insieme ai miei consigli per migliorare la qualità del sonno, li trovi nel mio articolo qui.

Botanica del luppolo

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illustrazione di Franz Eugen Köhler, Köhler’s Medizinal-Pflanzen, fonte Wikipedia

Il luppolo (𝐻𝑢𝑚𝑢𝑙𝑢𝑠 𝑙𝑢𝑝𝑢𝑙𝑢𝑠) è una pianta erbacea, perenne, 𝐝𝐢𝐨𝐢𝐜𝐚. Esistono quindi piante che portano infiorescenze maschili, e piante che portano infiorescenze femminili. La parte aerea in inverno scompare, ma il rizoma può vivere anche diverse decine di anni.

Il 𝐟𝐮𝐬𝐭𝐨, che può raggiungere anche gli 8m di altezza, è cavo, senza viticci. Si avvolge in senso orario su qualsiasi supporto disponibile per mezzo di tricomi uncinati posti lateralmente allo stelo. Le 𝐟𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 sono opposte, cuoriformi con 3-5 lobi, hanno margine seghettato. Superiormente sono ruvide per la presenza di peli, mentre quella inferiore è resinosa. 

I 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐢 sbocciano tra la fine di luglio e agosto. Sono racchiusi in pannocchie lasse, pendule. Ogni fiore presenta un perianzio di 5 tepali giallastri fusi insieme alla base con 5 antere a filamento corto. Questi producono una grande quantità di polline, che grazie al vento raggiunge le infiorescenze femminili (𝗶𝗺𝗽𝗼𝗹𝗹𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗲𝗺𝗼𝗳𝗶𝗹𝗮). I 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐢 sono riuniti in amenti a forma di cono, che si presentano complessivamente di forma ovoidale. Ogni nodo del rachide centrale porta due brattee a forma di scaglia giallo-verdi e coriacee. In una piega alla base, tra due ulteriori bratteole, sono situati i fiori, degli ovari circondati da un perianzio con due stimmi a forma di papilla. Durante l’estate l’infiorescenza cresce, e sulle bratteole si formano dei peli di forma sferica che contengono una resina gialla e amara. Si tratta della luppolina, che dà le caratteristiche organolettiche tipiche al luppolo.

Fitocomplesso e usi del luppolo

Il fitocomplesso del luppolo contiene diverse classi di composti. Per quanto riguarda l’influenza sulla qualità del sonno, non è ancora ben chiaro quali siano le molecole responsabili. Certo è che una delle classi di composti presenti è quella dei flavonoidi, che esercitano una certa azione rilassante sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale. Di riflesso può essere percepita come un senso di benessere e rilassamento generale. Nell’estratto di luppolo sono però contenute anche altre molecole interessanti, gli alfa e beta acidi, dei derivati degli amminoacidi valina, isoleucina e glicina. Si tratta delle molecole amare responsabili del gusto della birra. Queste molecole sembrano esercitare un buon effetto antidepressivo (alpha-acidi) ed ansiolitico (beta-acidi), ma si trovano solo in estratti integrali, o che contengano anche la frazione lipofilica. 

Da erborista non posso che amare alla follia le 𝖘𝖙𝖔𝖗𝖎𝖊 𝖉𝖎 𝖘𝖙𝖗𝖊𝖌𝖍𝖊 𝖊𝖉 𝖊𝖗𝖇𝖊. Ma sapete che proprio il luppolo e la bevanda più famosa per cui si usa, la 𝗯𝗶𝗿𝗿𝗮, sono alla base di alcuni elementi fondamentali della figura della strega?

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Mother Louse, un’ alewife. XVII secolo
Foto: Mary Evans P.L. / Cordon Press

La birra delle streghe

Intorno al XIV secolo in Inghilterra, le donne, tra le varie faccende domestiche, si occupavano anche di produrre la birra, un alimento indispensabile per il periodo. Le più capaci erano dette 𝒂𝒍𝒆𝒘𝒊𝒗𝒆𝒔, e gestivano locande, oppure rivendevano la birra al mercato per mantenere la famiglia. Indossavano 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐮𝐫𝐢 𝐞 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐢, tipici delle comunità protestanti e un alto 𝗰𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮, in modo da rendersi ben visibili nel trambusto tra i commercianti. Per quanto riguarda la 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐚, accessorio immancabile per ogni strega che si rispetti, era usanza tra le alewives infilarne una in un foro sulla facciata di casa per segnalare ai potenziali clienti che la birra era pronta. Se aggiungiamo il dettaglio che per la preparazione della birra era necessario miscelare erbe in un 𝗴𝗿𝗮𝗻 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗲𝗿𝗼𝗻𝗲, ecco che abbiamo il perfetto ritratto della strega. Nel XVI secolo con la 𝗥𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 si stabilì che tra le attività concesse a una donna “decente” 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘳𝘢 𝘢𝘮𝘮𝘪𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘤𝘰𝘭, specialmente a quelle che si ritrovavano sfortunatamente vedove. In seguito molte birraie subirono 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗴𝗼𝗻𝗲𝗿𝗶𝗮, accusate (forse anche dalle concorrenti) di preparare pozioni magiche nei calderoni al posto della birra.

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Casa di una alewife, circa 1300 – fonte Wikipedia

Per approfondire

  • https://www.storicang.it/a/quando-le-streghe-facevano-birra_15129
  • Paola Zanoli, Manuela Zavatti – Pharmacognostic and pharmacological profile of Humulus lupulus L. – Journal of Ethnopharmacology 116 (2008) 383–396

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