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Drenante: sai davvero come funziona e come usarlo? PT1

Una delle richieste più comuni in erboristeria è senz’altro quella di prodotti drenanti. In prima battuta mi viene riferito sempre un senso di gonfiore ed il desiderio di sentirsi più asciutti, ma siamo sicuri che un drenante sia la soluzione migliore? Ma soprattutto, che cosa vuol dire drenare?

drenare v. tr. [dal fr. drainer, che è dall’ingl. (todrain «prosciugare, scolare»] (io drèno, ecc.). – 1. Prosciugare un terreno mediante operazioni di drenaggio. 2. In chirurgia, avviare all’esterno il liquido di una cavità naturale o patologica mediante la tecnica del drenaggio: dla pleuradil peritoneo (o un versamento del peritoneo), dun ascesso. ◆ Part. pres. drenante, anche come agg., che esercita azione di drenaggio: trinceagalleria drenante.

Enciclopedia treccani

Perché il corpo ha bisogno di drenare?

Voglio partire dalla definizione Treccani per parlare di come il nostro corpo riesce a drenare i liquidi. Tutte le cellule di tutti gli organi del nostro corpo tramite i processi metabolici, naturalmente producono rifiuti. Le sostanze di scarto devono essere eliminate per garantire il corretto funzionamento dei tessuti e la loro buona salute. L’allontanamento avviene tramite il sistema cardiocircolatorio e il sistema linfatico, che, tra le varie funzioni, assorbono prodotti e scarti dalla periferia per indirizzarli alle nostre “stazioni di smaltimento”, fegato e reni, che provvederanno all’eliminazione definitiva.

La circolazione linfatica è il drenante fisiologico

La circolazione linfatica, a differenza di quella sanguigna, ha un’unica direzione, che va dalla periferia verso il centro. Il liquido trasportato è la linfa, dalla composizione e densità simile al plasma sanguigno. A seconda del tratto di percorrenza la composizione varia. Infatti, la linfa nel tratto intestinale sarà più ricca di lipidi derivanti dall’alimentazione, mentre in periferia saranno presenti più sostanze di scarto e metaboliti dei tessuti. Un malfunzionamento espone a infezioni periferiche, ma anche a un accumulo di liquidi, il linfedema, che può anche essere invalidante.

Come funziona?

I capillari linfatici si formano nella matrice extracellulare dei tessuti, una fase densa che costituisce il legante in cui sono immerse le cellule dei tessuti. Dà loro la forma e permette la comunicazione tra le cellule stesse e con il resto dell’organismo. Questa sostanza è formata da fibre collagene immerse in un gel formato da diverse molecole, i glicosaminoglicani (GAG), tra cui spiccano l’acido ialuronico, condroitin solfato ed eparan solfato. Si tratta di polisaccaridi a catena lunga, semplice o ramificata, che possono anche aggregarsi a formare i proteoglicani. Di tutti questi nomi orribili basta ricordare una sola e semplice cosa: sono molecole che trattengono un sacco di acqua. Perché? Perché quando sono ben idratate, queste molecole rendono i tessuti elastici, resistenti ed idratati.

Motivo per cui quando urtiamo qualcosa non ci sbricioliamo come un vaso Ming.

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In questo gel denso i capillari linfatici si formano a fondo cieco. Hanno una membrana estremamente permeabile, in modo da poter far passare acqua, proteine di grandi dimensioni, ma anche cellule del sistema immunitario. Il passaggio avviene per gradiente chimico e di pressione: infatti, il movimento del corpo provoca uno stress meccanico sui tessuti, che permette di creare piccoli gradienti di pressione. A loro volta questi permettono ai capillari di drenare liquidi e scarti dalla matrice.

Una volta formati, i capillari aumentano di dimensione e assumono una struttura sempre più simile a quella delle vene. Si riuniscono in vasi sempre più grandi e formano una rete vascolare costellata da una serie di stazioni di controllo, i linfonodi. Qui la linfa viene vagliata dal sistema immunitario, in modo da impedire che patogeni o sostanze estranee entrino nel circolo sanguigno. Infatti, il fine ultimo della circolazione linfatica è riunirsi a quella sanguigna alla base del collo, attraverso il dotto toracico.

A cosa serve?

Storicamente le funzioni principali del sistema linfatico sono il mantenimento dell’omeostasi dei liquidi, la funzione immunitaria e il trasporto di lipidi e nutrienti lipofili, come alcune vitamine. Purtroppo in certi tumori è anche la via d’elezione per la diffusione di metastasi. Ultimamente sono emerse delle novità interessanti che potrebbero rinnovare il modo di guardare certi disturbi.

Diversi studi hanno osservato come in quadri di obesità la maggior presenza di acidi grassi saturi liberi in circolo derivanti dall’alimentazione, concorra al deterioramento dei vasi linfatici e all’insorgenza di edema. Come se ciò non bastasse, lo stesso svasamento di linfa dai vasi sembra stimolare la formazione di nuovi depositi adiposi sottocutanei. Il sistema linfatico è anche la via attraverso cui dalla periferia rientrano in circolo le lipoproteine ad alta densità (HDL, o colesterolo buono, per gli amici). Queste servono a recuperare il colesterolo dalla periferia per portarlo al fegato. Se il circolo funziona male, aumenta il rischio di deposito di placche nei grandi vasi. Infine, si è visto che il corretto funzionamento della circolazione linfatica ha un effetto protettivo anche sul sistema nervoso centrale. Infatti, la mancata rimozione di scarti qui può aggravare quadri degenerativi come il morbo di Parkinson.

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Funzioni del sistema linfatico

Drenante o non drenante?

La summa di tutto quello che vi ho detto finora, quindi, qual è? Servono betulla, ananas e rimedi drenanti in questa situazione? La risposta è .

La circolazione linfatica, come quella venosa, funziona meglio con l’aiuto dell’attività della muscolatura scheletrica, e il ricambio di liquidi in periferia è garantito da una corretta idratazione. Altri fattori protettivi sono alimentari e rientrano nelle normali guide per la salute. Infatti da nessuna parte vi consiglieranno di arricchire la vostra dieta con grassi saturi -il limite giornaliero secondo i LARN è il 10% delle calorie giornaliere in entrata.

Attualmente, in caso di malfunzionamento del sistema linfatico, si consigliano massaggi, calze graduate. In ogni caso sono trattamenti meccanici mirati a creare un gradiente di pressione per migliorare il drenaggio di liquidi.

E i fitoterapici?

La loro funzione non è semplicemente la rimozione dei liquidi in eccesso. Infatti, gli attivi delle piante utili per limitare il gonfiore e la pesantezza (generalmente sugli arti inferiori) agiscono principalmente in due modi:

  • Aumento della diuresi – per una semplice questione di idraulica, se stimolo il rene ad eliminare più liquidi, di riflesso in periferia aumenterà anche il drenaggio dai tessuti. Sempre a patto che si beva abbastanza acqua e ci si muova anche solo quel minimo per aiutare la circolazione venosa e linfatica.
  • Azione antinfiammatoria – dai flavonoidi della betulla, alla bromelina dell’ananas, osserviamo che tutti questi fitoterapici sono efficaci nella riduzione dell’infiammazione. Se ti ricordi, nel mio articolo sulle allergie (se te lo sei perso, lo trovi qui), avevo parlato di come l’infiammazione sia sempre accompagnata da gonfiore, cioè infiltrazione di liquidi nei tessuti.

E voi vi chiederete

“Che c’entra l’infiammazione se sento un gonfiore generalizzato?”

Il punto è che uno stile di vita tendenzialmente sedentario, magari con un’alimentazione più simile al tipo occidentale, quindi povera di verdura e frutta, cereali, fibre, un apporto idrico non corretto, può portare a uno stato di infiammazione bassa e costante. Questo quadro è detto inflammaging, ed è un fenomeno che si sta dimostrando sempre di più la base perfetta su cui si possono sviluppare malattie cronico degenerative, tumori, ma anche lo stesso invecchiamento.

Le piramidi alimentari dello stile di vita occidentale e mediterraneo sono sostanzialmente l’una il contrario dell’altra

L’uso di un drenante non risolve da solo il problema. C’è sempre bisogno di collaborare con attività fisica, anche a livello moderato, ed alimentazione corretta.

Per approfondire

  • Guillermo Oliver, Jonathan Kipnis, Gwendalyn J. Randolph and Natasha L. Harvey – The Lymphatic Vasculature in the 21st Century: Novel Functional Roles in Homeostasis and Disease – Cell 182, July 23, 2020 ª 2020 Elsevier Inc. – https://doi.org/10.1016/j.cell.2020.06.039
  • Melody A. Swartz – The physiology of the lymphatic system – Advanced Drug Delivery Reviews 50 (2001) 3–20
  • Claudio Franceschi, Paolo Garagnani, Giovanni Vitale, Miriam Capri and Stefano Salvioli – Inflammaging and ‘Garb-aging’ – Trends in Endocrinology & Metabolism, March 2017, Vol. 28, No. 3 http://dx.doi.org/10.1016/j.tem.2016.09.005

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