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Drenante: sai davvero come funziona e come usarlo? PT2

In questa seconda puntata dedicata al drenaggio dei liquidi corporei, voglio parlarvi della circolazione sanguigna.

Se vuoi saperne di più sul drenaggio e sulle piante che lo favoriscono, non puoi perderti questi articoli!

La circolazione sanguigna in breve

Ogni cellula del nostro corpo ha bisogno di ricevere nutrimento e di liberarsi delle scorie che produce tramite il metabolismo. Questo secondo fenomeno avviena anche attraverso il drenaggio dei liquidi. La via più nota per farlo è senz’altro la circolazione sanguigna.

Come funziona la circolazione sanguigna?

Si tratta di una fittissima rete di vasi che portano sangue ossigenato dal cuore alla periferia e raccolgono il sangue carico di scorie e anidride carbonica per portarlo di nuovo al cuore. La prima parte è la circolazione arteriosa. Parte dal ventricolo sinistro del cuore, che pompa il sangue nelle arterie, che lo distribuiscono a vasi di calibro sempre minore, fino ai capillari. I capillari arteriosi sono spessi quanto un capello e si trovano nei tessuti periferici, dove avviene un fitto scambio di sostanze. Proprio per questo, qui inizia ad avvenire anche la raccolta di metaboliti dalla periferia. Così i capillari arteriosi diventano capillari venosi, che confluiscono man mano in vasi di calibro sempre maggiore, fino alle vene che arrivano all’atrio destro del cuore. Questa seconda è la circolazione venosa. Qui inizia una seconda, piccola circolazione, che collega cuore e polmoni, e permette al sangue di essere nuovamente ossigenato prima di ricominciare il giro.

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Schemino riassuntivo di Il tuo infermiere

Il punto che ci interessa di più

è senz’altro il settore che permette di trasportare il sangue dai capillari venosi alle vene di grosso calibro. Nelle gambe, ad esempio, questo è un trasporto che avviene contro gravità. Le vene non hanno una tonaca muscolare particolarmente spessa – a differenza delle arterie-, e ricavano parte della forza motrice necessaria a spostare il sangue dalla pompa muscolo-scheletrica. Un nome molto brutto, ma fondamentalmente si tratta dei muscoli – delle gambe in questo caso-. Proprio con l’attività fisica, infatti, permettiamo alla contrazione dei muscoli di esercitare una vera e propria azione meccanica sulle vene, che trasporteranno il sangue a destinazione senza intoppi. Come fa il sangue a non tornare indietro? Nella membrana interna sono presenti delle valvole “a nido di rondine” che impediscono al sangue di reflussare nel tratto precedente di vena.

Cosa succede se il ritorno venoso non funziona bene? Gonfiore alle gambe (edema), fastidio, comparsa di capillari visibili o addirittura vene, che possono sfociare nel fenomeno delle vene varicose.

Come far funzionare bene la circolazione venosa?

Secondo all’attività fisica c’è lo stile di vita. La sedentarietà, che mette sullo stesso piano lo stare seduti a fare divaning selvaggio davanti alla TV, il passare tante ore seduti a lavoro, ma anche le troppe ore passate in piedi, è la chiave di volta. Fare la maggiore attività fisica possibile è una delle cose più importanti che ci siano per il benessere della nostra circolazione.

E quindi per evitare di sentire le gambe gonfie e di vedere allargarsi
quel simpatico reticolo violaceo che avevi notato sulla coscia destra due giorni fa.

Con questo non voglio dire che dovete appoggiare il telecomando e iscrivervi a una gara di triathlon domani. Semplicemente scendere una fermata prima dall’autobus, fare una rampa di scale in più, alzarsi ogni tanto dalla scrivania e fare due passi, potrebbero essere un ottimo punto di partenza.

Fare quello che puoi adesso è sempre meglio che non fare niente.

Ma non solo

Tra i fattori che incidono maggiormente sul buon funzionamento della circolazione ci sono

  • la corretta idratazione;
  • il consumo regolare di alimenti vegetali, ricchi di antiossidanti ad azione protettiva nei confronti dei vasi sanguigni;
  • la riduzione del consumo di grassi saturi, trans e colesterolo, che col tempo possono portare alla restrizione del calibro delle arterie e a danneggiare le pareti di tutti i vasi.

Ma quindi in erboristeria?

Se le linee guida per una corretta alimentazione e un corretto stile di vita non dovessero bastare, si può ricorrere a vari integratori a base di erbe, che hanno diverse azioni.

  • Vasocostrittori – alcune piante, come ippocastano, meliloto, rusco e centella asiatica, contengono molecole come, che sono in grado di aumentare il tono della muscolatura delle vene o di migliorarne l’elasticità. Così facendo migliora il ritorno venoso;
  • Piante che agiscono sulla pressione arteriosa, come biancospino, caffè, olivo possono anche esercitare indirettamente un’azione diuretica;
  • Piante ad azione diuretica come pilosella, orthosiphon, betulla;
  • I frutti del mirtillo contengono una serie di molecole antiossidanti che proteggono le pareti dei vasi sanguigni.
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Controindicazioni

Ovviamente facciamo attenzione alle interazioni! Durante terapie per la pressione, per malattie al cuore o con la somministrazione di farmaci per l’insufficienza venosa è meglio non utilizzare queste piante. Alcune piante, poi potrebbero interagire anche con terapie anticoagulanti (meliloto).

Per approfondire

  • Firenzuoli F., Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci, II ed., Milano, Tecniche Nuove, 2008

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