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Pelle al sole

La pelle è l’organo più importante da proteggere in questa bella stagione in cui il sole dà il suo massimo. Mare o montagna, magari qualche giorno di ferie, ma l’ustione da sole è sempre dietro l’angolo! Bisogna fare tantissima attenzione prima e durante l’esposizione, usando un’adeguata protezione solare.

Come reagisce la pelle ai raggi solari

La luce solare è composta da due diversi tipi di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, gli infrarossi e gli ultravioletti, a loro volta distinti per lunghezza d’onda in UV-A (320-400nm), UV-B (280-320nm) e UV-C (<280nm) a seconda della lunghezza d’onda. I raggi infrarossi principalmente scaldano, quindi inducono un danno termico, che si somma a quello indotto dagli UV.
Le radiazioni UV-C sono assorbite dall’ozono della stratosfera, quindi siamo esposti principalmente a UV-A (94%) e UV-B (6%). Le prime penetrano anche negli strati più profondi della pelle, mentre le seconde colpiscono solo gli strati superficiali.

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Effetti dei raggi UV e della protezione solare con schermo fisico da IStock
(le radiazioni rimbalzano e non vengono assorbite dalla pelle)

Benefici e danni del sole

Le radiazioni UV sono quelle che hanno un impatto maggiore sulla salute della pelle. In particolare sono responsabili del danno a DNA, lipidi e proteine delle cellule della pelle e lo fanno tramite dei meccanismi di foto-ossidazione, che basano il loro potenziale d’azione sulla formazione di radicali liberi e sulla loro capacità di amplificare i danni tramite reazioni a catena. Tutto questo discorso brutto per dire che l’esposizione prolungata e senza protezione al sole, porta a danni sul lungo termine. Il più scontato e meno rilevanti ai fini della salute è la formazione di rughe e l’invecchiamento della pelle, ma all’altro estremo stanno melanoma e diverse forme tumorali.

Ma veniamo ai pro dell’esposizione al sole! Il più importante è senz’altro la sintesi di vitamina D, che proprio nella pelle subisce la prima delle modifiche chimiche che la rende attiva. Un altro, innovativo e di recente scoperta, punto di vista riguarda invece l’interazione delle radiazioni solari con il sistema immunitario. Sembra infatti che le radiazioni UV possano avere un effetto immunomodulante, che aiuta a ridurre le manifestazioni di alcune malattie autoimmuni ed allergie. Inoltre, gli effetti sulla pelle si ripercuotono anche a livello sistemico, con una modulazione che coinvolge l’intero sistema immunitario.

Ustioni da sole

Esporsi al sole fa bene, ma bisogna sempre fare attenzione a tempi e modalità. Sono da evitare gli orari più caldi, in cui il sole è più alto nel cielo, ed è sempre meglio applicare ripetutamente una protezione solare. Altrimenti il rischio è di incappare in una bella ustione, o in altre simpatiche amenità, come gli eritemi. In questo articolo mi limiterò a trattare gli effetti sulla pelle, ma il sole può provocare anche colpi di calore, svenimenti e, ovviamente, disidratazione.

L’ustione da sole è una reazione infiammatoria a tutti gli effetti. Le radiazioni UV colpiscono le cellule della pelle ed alterano il DNA. Quando le cellule non riescono più a riparare i danni, entrano in sofferenza ed attivano la produzione di segnali chimici che richiamano le cellule immunitarie per rispondere all’attacco. Ne conseguono i segni tipici dell’infiammazione: calore, gonfiore e se ci siamo impegnati per bene, anche un discreto dolore.

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Il livello pro è senz’altro l’ustione a macchie, e questa assicuro che faceva davvero male.

Non vi parlerò di integratori a base di carotenoidi, perché non c’è un’evidenza scientifica sul fatto che effettivamente proteggano dai raggi UV. Cioè, potete usarli, però poi METTETE LA CREMA SOLARE!

Filtri solari

L’esposizione incontrollata ai raggi solari, però, porta sicuramente più danni che benefici. Per questo motivo, quando ci si espone al sole, è sempre meglio applicare frequentemente una protezione solare. In commercio si trovano diversi tipi di filtri solari: si distinguono principalmente i filtri chimici e i filtri fisici. I primi sono sostanze che sono in grado di assorbire e dissipare le radiazioni UV, mentre i secondi fungono da schermo e le riflettono, in modo che non danneggino la pelle. Il fattore di protezione è indicato genericamente con il valore di SPF.

L’acronimo SPF (Sun Protection Factor) rappresenta un indice usato per rappresentare il livello di protezione di un prodotto solare contro i raggi UV. Viene espresso come un valore numerico che si determina con test fisici e biologici, in vitro ed in vivo. Un cosmetico per essere commercializzato con la dicitura “protezione solare” deve avere un valore di SPF minimo pari a 6. Prodotti con valori inferiori possono essere etichettati con la dicitura “abbronzanti”

La svolta green

Negli ultimi anni il mercato alimentare, come cosmetico, è spinto verso la ricerca di soluzioni a minore impatto ecologico. A questo purtroppo si è aggiunto il fenomeno della chemofobia.

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La chemofobia è la paura insensata di consumare alimenti o venire in contatto con “sostanze chimiche” attraverso i cosmetici. INCI di una banana, dal blog di James Kennedy

Gli effetti rischiosi della chemofobia si vedono in molti blog, gruppi e contenuti che circolano tramite social, che propongono “alternative naturali” a molti prodotti cosmetici, protezioni solari incluse. Si tratta di ricette casalinghe assolutamente pericolose, che millantano fattori di protezione solare alti per oli vegetali che in realtà non proteggono per niente.

I veri fattori di protezione degli oli vegetali

Gli oli vegetali sono formati per la massima parte da trigliceridi ed acidi grassi liberi: si tratta di sostanze con una struttura chimica ben lontana da quella dei filtri tradizionali. Questi sono generalmente dei composti che contengono anelli aromatici e doppi legami coniugati.

Strutture chimiche di alcuni filtri solari da WikimediaCommons

Nomi brutti per dire che sono strutture che, se colpite da un fotone, riescono ad assorbirne l’energia e ad impedire che questa di disperda altrove (tipo sulla nostra pelle).

In minima parte può essere presente la frazione insaponificabile, cioè una serie di lipidi che comprende pigmenti (carotenoidi, clorofilla), vitamina E e fitosteroli. Queste sostanze hanno un buon potere antinfiammatorio, e quindi possono aiutare a limitare la comparsa dell’arrossamento e dell’eritema. La protezione dagli UV è un’altra storia. Ho trovato un articolo molto interessante che confronta i reali valori di SPF di alcuni oli vegetali con delle miscele di filtri solari standard e riporto i valori che sono stati trovati.

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Valori ben lontani dalle protezioni che si trovano in commercio!

Per approfondire

  • J. Bernard, Richard L. Gallo and Jean Krutmann, Photoimmunology: how ultraviolet radiation affects the immune system, Nature Reviews Immunology, Vol.19,nov2019, 688-701, https://doi.org/10.1038/s41577-019-0185-9
  • Ácsová, A., Hojerová, J., Janotková, L. et al. The real UVB photoprotective efficacy of vegetable oils: in vitro and in vivo studies. Photochem Photobiol Sci 20, 139–151 (2021). https://doi.org/10.1007/s43630-020-00009-3
  • Julie Williams Merten, Kristi J. Roberts, Jessica L. King & Lara B. McKenzie (2020) Pinterest Homemade Sunscreens: A Recipe for Sunburn, Health Communication, 35:9, 1123-1128, DOI: 10.1080/10410236.2019.1616442
  • https://www.my-personaltrainer.it/cosmetici-categorie/spf.html

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