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Iperico, l’erba cacciadiavoli

L’iperico è noto anche come erba di San Giovanni o “cacciadiavoli”. Infatti, è una pianta che è molto legata alla tradizione esoterica e più mistica dell’uso delle erbe. Ad oggi si usa per esterno per favorire la guarigione e la salute della pelle, mentre per interno è utile nella regolazione dell’umore.

Botanica dell’iperico

Hypericum perforatum è il nome scientifico dell’iperico, una pianta perenne e sempreverde che appartiene alla famiglia delle Clusiaceae. Con il termine “perforatum” si fa riferimento alle piccole tasche presenti sulle foglie, che si vedono benissimo se guardi una fogliolina in controluce. Il fusto è eretto, alto fino a 90cm, legnoso e glabro, con due profonde incisioni caratteristiche che ne percorrono la lunghezza. Le foglie sono opposte, a forma di lancia e di colore verde brillante. I fiori sono riuniti in corimbi ed hanno 5 petali di colore giallo oro. Schiacchiando un fiore tra le dita, queste si tingeranno subito di rosso sangue, per la presenza di ipericina nelle ghiandole oleifere presenti in gran quantità. Le vedi facilmente, sono i puntini neri che percorrono l’orlo dei petali.

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Una piantina di iperico

L’iperico fiorisce da giugno ad agosto, ma, secondo la tradizione, il momento migliore per raccoglierlo è attorno al 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni, da cui prende uno dei suoi nomi più comuni.

Storia dell’iperico

L’iperico è senz’altro tra le più famose erbe sotto l’influenza del Solstizio d’estate (21 giugno). In questo periodo il sole raggiunge il punto più alto nel cielo e secondo la tradizione, segna giorni sacri, con un profondo legame tra il mondo visibile e quello invisibile. Per cacciare spiriti maligni e malocchio, si eseguivano rituali che prevedevano l’uso di varie erbe. Tra queste l’iperico, o erba di San Giovanni perchè era uso raccoglierne i fiori proprio nella notte dedicata al santo (24 giugno). Anticamente, prima di apprendere le scienze astronomiche ed astrologiche da Caldei ed Egizi, si osservava effettivamente quando il sole era più alto in cielo. Questo è il motivo per cui il solstizio e il giorno di San Giovanni non coincidono. La stessa cosa è accaduta con il Solstizio d’inverno (21 dicembre) e il giorno di Natale (25 dicembre).

Iperico, dal Tractatus de herbis, (1440 ca.)
Rappresentazione dell’iperico cacciadiavoli dal Tractatus de Herbis, del 1440ca.

Fitocomplesso dell’iperico

L’iperico contiene diverse classi di composti, tra cui i più interessanti sono naftodiantroni (ipericina), fluoroglucinoli (iperforina) e alcuni flavanoli (quercetina, iperoside). Gli estratti di iperico hanno un effetto simile ad alcuni antidepressivi, con meccanismo simile agli SSRI. L’azione dell’estratto sembra avere buoni effetti anche sui sintomi dell’astinenza da alcol e da nicotina.

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Le strutture dei componenti principali dell’iperico

Per uso esterno gli estratti di iperico sono molto utili per promuovere la sintesi di nuovo collagene e come antinfiammatorio. Ottimo quindi per la pelle in via di guarigione, ustionata, abrasa o anche lesa, vista l’attività antibatterica dell’estratto.

L’ustione è una delle situazioni in cui l’iperico può aiutarti. scopri di più qui

Come si usa?

In erboristeria puoi trovare l’iperico in preparazione per uso esterno in pomata, crema od oleolito, cioè un’infusione dei fiori in olio, generalmente d’oliva, che è molto utile per stimolare la guarigione della pelle ferita o ustionata.

Non usarlo assolutamente prima di esporti al sole perchè l’ipericina è FOTOSENSIBILIZZANTE, quindi può favorire ustioni sulla cute.

Per uso interno l’iperico si trova come tintura madre (o estratto idroalcolico), o come estratto secco in pastiglie od opercoli.

Sicurezza

Per uso interno l’iperico va usato con attenzione: infatti il contenuto in iperforina può interferire con alcune strutture cellulari che servono a metabolizzare diversi farmaci (citocromo P3A4 e glicoproteina P). Questo vuol dire che l’assunzione contemporanea di farmaco e iperico può modificare l’attività del primo, aumentandola o annullandola a seconda dei casi.

Non va assolutamente usato in associazione con contraccettivi, benzodiazepine, immunosoppressori, anticoagulanti, SSRI e molti altri.

Per approfondire

  • Sigrun Chrubasik-Hausmanna, Julia Vlachojannisa and Andrew J. McLachlanb, Understanding drug interactions with St John’s wort (Hypericum perforatum L.): impact of hyperforin content, Royal Pharmaceutical Society, Journal of Pharmacy and Pharmacology, 71 (2019), pp. 129–138
  • Vinay S. Velingkar, Girdharilal L. Gupta, Namita B. Hegde, A current update on phytochemistry, pharmacology and herb–drug interactions of Hypericum perforatum, Phytochem Rev (2017) 16:725–744

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